Al giorno d’oggi, lo sbiancamento dentale è uno dei trattamenti più richiesti negli studi dentistici. Dopotutto, chi non vorrebbe un sorriso sano e splendente?
Spesso le cattive abitudini alimentari, particolari patologie, il fumo o una scarsa igiene orale portano i denti ad ingiallirsi e perdere brillantezza.
Lo sbiancamento dei denti aiuta a donare nuova bellezza allo smalto dentale e rendere il sorriso più bianco e smagliante, in maniera semplice e veloce.
Sul web avrai letto dell’esistenza di numerosi tipi di sbiancamento dentale, ma non tutti sono sicuri ed efficaci come sembra. Il nostro consiglio è quello di rivolgersi sempre al dentista e all’igienista dentale che utilizzano strumenti adeguati e soprattutto studiati su misura per il trattamento odontoiatrico.
Vediamo quindi come funziona lo sbiancamento dei denti, quali tipologie esistono e soprattutto a cosa fare attenzione.
Come sbiancare i denti: trattamenti e rimedi
Come abbiamo anticipato, su internet si parla di tantissimi modi diversi per sbiancare i denti. Anche in commercio esistono prodotti e soluzioni “fai da te” che promettono risultati strabilianti a basso costo.
Molti di questi prodotti però sono inutili perchè non possono sostituire il vero trattamento odontoiatrico estetico: i professionisti infatti sconsigliano un utilizzo prolungato ed esclusivo dei famosi metodi fai da te per sbiancare i denti in casa, che possono indebolire la struttura dei denti e addirittura danneggiarli.
Vediamo quali sono:
- Kit sbiancante a casa: si tratta di uno strumento che funziona grazie all’utilizzo di perossido di idrogeno e luce led. È il metodo che più si avvicina al trattamento professionale dei dentisti, tuttavia la concentrazione di perossido è inferiore per legge e per questo rischia di rendere il risultato finale poco uniforme.
- Striscette sbiancanti. Anche questi prodotti contengono una piccola percentuale di perossido di idrogeno che, essendo davvero minima, non sbianca in maniera uniforme i denti perché si “diluisce” a contatto con la saliva. Inoltre si rischia di danneggiare lo smalto e irritare le gengive.
- Penne sbiancanti. Si tratta di “pennarelli” che contengono un gel con pigmenti opacizzanti. La loro efficacia è molto ridotta, limitata nel tempo e, soprattutto, anche in questo caso rischia di danneggiare lo smalto.
- Dentifrici sbiancanti. Presenti in tutti i supermercati e negozi di cura della persona, questi dentifrici contengono microgranuli abrasivi che spesso vanno a danneggiare la salute dello smalto dentale creando l’effetto opposto, cioè quello di macchiarsi più facilmente.
Esistono infine dei “rimedi naturali” che spesso sono più dannosi dei prodotti finora elencati. Su internet si trovano tantissimi video di persone che, mescolando sostanze come bicarbonato e limone, o aceto di mele e così via, creano delle paste da utilizzare sui denti.
Se anche l’effetto immediato sembra essere quello di aver sbiancato i denti, a lungo andare queste procedure non sono sicure per la propria igiene orale.
Ad esempio, il bicarbonato utilizzato come sbiancante altera il ph del cavo orale e, di conseguenza, la flora batterica della bocca. Inoltre, a causa della sua azione abrasiva, espone di più la dentina (cioè la sostanza presente tra lo smalto e la polpa del dente), creando maggiore sensibilità.
Insomma, questi metodo agiscono soltanto temporaneamente sulla superficie dei denti ma non sono in grado di intervenire sulle cause in profondità. Ecco perché il metodo più sicuro e affidabile rimane il trattamento professionale del dentista.

Differenza sbiancamento denti e pulizia dentale
Lo sbiancamento dei denti è una procedura delicata e per questo necessita del consulto di un igienista dentale o del dentista.
Questo trattamento infatti non è consigliabile a tutti: se il paziente presenta carie, otturazioni o altre particolari patologie, il professionista deve prima formulare una diagnosi completa per poter valutare lo sbiancamento dentale. Questo perché, in certi casi, lo sbiancamento potrebbe rendere più visibili calcificazioni e imperfezioni sui denti, ottenendo l’effetto opposto a quello desiderato. Lo sbiancamento dei denti è efficace solo sul dente naturale, ma non agisce su otturazioni, protesi o altri materiali.
Quindi, prima di procedere con il trattamento, il dentista conduce degli accertamenti sullo stato di salute della bocca del paziente e cura, se presenti, eventuali problematiche.
Spesso infatti, prima di sbiancare i denti, il dentista consiglia una pulizia dei denti (anche conosciuta come detartrasi) per eliminare l’eventuale tartaro e accumuli di placca presenti.
Lo sbiancamento dei denti quindi non è da confondere con la detartrasi o pulizia dei denti professionale. Mentre nel primo caso si parla di un trattamento puramente estetico, la pulizia dei denti è un trattamento che mantiene la corretta igiene orale e può essere propedeutico allo sbiancamento dentale.
Nessun trattamento sostituisce l’altro poiché hanno due diversi obiettivi: la detartrasi rimuove la placca e il tartaro mentre lo sbiancamento migliora il colore naturale dei denti.
Sbiancamento denti Torino: come funziona
Una volta eseguito il controllo preliminare e la pulizia dei denti, si può procedere con lo sbiancamento dentale che consiste nell’utilizzo di un gel a base di perossido di idrogeno da applicare sui denti.
Questo si abbina, a seconda dello studio scelto, a lampade LED o apparecchi laser che “attivano” il prodotto sbiancante grazie alla propria luce. L’ossigeno presente nel gel viene assorbito dallo smalto e dalla dentina del dente, eliminando i pigmenti che alterano il colore dentale.
Questo metodo è molto più sicuro rispetto ai rimedi casalinghi perché il sistema LED e laser non sviluppano calore, non creano abrasioni e non intaccano quindi la natura dei denti.
Lo sbiancamento dei denti professionale richiede, a seconda dei pazienti, diverse sedute in ambulatorio abbinate al trattamento domestico: il paziente dovrà utilizzare delle mascherine dentali fornite dal dentista per due o tre notti consecutive.
Queste mascherine “completano” le sedute poiché contengono anch’esse perossido di idrogeno ma in quantità inferiori rispetto al gel utilizzato in studio. Applicandole ogni notte per il tempo prescritto dal dentista, il colore dei denti diventa più brillante fino al raggiungimento del tono desiderato.
Ecco perché il famoso kit sbiancante in casa da solo non basta: senza il trattamento professionale di base, non può garantire risultati effettivi e duraturi nel tempo.

Quali sono i cibi che macchiano i denti
Come abbiamo visto quindi lo sbiancamento dentale è una procedura semplice e indolore.
Dopo il trattamento, per preservare il risultato ottenuto, dovrai prestare attenzione alle tue abitudini alimentari e allo stile di vita: il colore dei denti infatti viene alterato facilmente da alcuni cibi e sostanze che normalmente consumiamo.
Ad esempio, vino rosso, tè, caffè, bevande alcoliche o gassate colorate contengono sostanze che macchiano facilmente lo smalto dentale. Anche in alimenti come pomodoro, curry e lampone sono presenti elementi che ingialliscono progressivamente i denti. Senza dimenticare il fumo delle sigarette.
Per mantenere a lungo un sorriso brillante sarebbe meglio evitare o limitare il più possibile l’assunzione dei prodotti citati. Tuttavia, se proprio non riesci a farne a meno, ricorda di lavare i denti o sciacquare la bocca per evitare che i pigmenti contenuti in essi riescano ad annidarsi tra i denti e compromettere l’efficacia dello sbiancamento.
A prescindere dalle tue abitudini, non dimenticare di mantenere una corretta igiene orale quotidiana, utilizzando spazzolino, colluttorio e filo interdentale per la pulizia dei tuoi denti.
In questo modo potrai mantenere denti forti e gengive sane, ma, soprattutto, un sorriso smagliante e duraturo nel tempo!
Se vuoi prenotare una seduta per lo sbiancamento dei denti a Torino, prenota la tua visita presso il nostro studio: doneremo un nuovo colore al tuo sorriso!


